L’infertilità di coppia è un problema di vaste proporzioni e anche in Italia coinvolge decine di migliaia di persone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima intorno al 15-20% le coppie con problemi di fertilità nei paesi industriali avanzati. Tale percentuale è purtroppo destinata ad aumentare soprattutto per il problema ambientale. Non possiamo più parlare di una problematica di stile di vita ma dovremmo cominciare a considerare anche “lo stile di ambiente”. Ogni giorno, attraverso la rete, parte dei fruitori dell’informazione possono trovare molte risposte ma senza una guida è davvero difficile orientarsi.

A capo il ruolo del medico oggi è quello di fornire una giusta informazione in un ambito non più di ignoranza ma di cattiva informazione.

Avvelenare l’ambiente è l’equivalente di avvelenare noi stessi.

A capo certe volte mi viene da pensare che con soli 300 anni 400 anni di industrializzazione l’uomo è riuscito a minare le basi del proprio ecosistema. L’argomento inquinamento è una tematica scomoda per molti a partire da scienziati e medici. Le persone non ricevono adeguate informazioni circa i reali rischi correlati all’inquinamento.

Diversi studi hanno dimostrato che, negli ultimi 20 anni, la qualità media dello sperma nei paesi occidentali è calata. Le ricerche si stanno concentrando sul danno ai testicoli causato da composti tossici. Si discute molto dei fattori di rischio lavorativi (per esempio, piombo, solventi organici) e dell’inquinamento ambientale (per esempio, diossine, ftalati e PCB) sugli spermatozoi. L’uso di farmaci chemioterapici o la radioterapia dell’area pelvica per il trattamento del cancro sono altri fattori che possono provocare grave oligospermia o azoospermia.

Infertilità di coppia: come diagnosticarla?

  • L’infertilità di coppia è legata nel 35% circa dei casi ad infertilità femminile,
  • L’infertilità di coppia è legata nel nel 30% a sterilità maschile;
  • Nel 20% dei casi si rilevano problemi in ambedue i partner
  • Nel 15% dei casi l’infertilità rimane sconosciuta.

Le tappe per la diagnosi di infertilità maschile:

  • visita andrologica
  • esame del liquido seminale
  • dosaggi ormonali

Prima di arrivare a tutto questo, però, occorrerebbe convincere le persone i giovani a sottoporsi a un controllo medico preliminare che può effettuare anche il medico di famiglia. Si parlava molto spesso della visita di leva in cui era possibile rilevare le patologie più importanti dell’età giovanile a carico dei genitali. Penso di essere stato uno degli ultimi ad effettuare l’esame clinico durante la visita di leva e devo essere sincero non sono stato visitato ai genitali.

I tempi cambiano le malattie no.

Ecco perché oggi mi ritrovo a volte a incontrare persone con difficoltà riproduttive in cui la donna viene studiata in maniera molto approfondita e l’uomo non viene minimamente valutato dal punto di vista clinico e diagnostico.

La medicina della riproduzione ha permesso negli ultimi tempi di risolvere problemi di sterilità maschile che fino a pochi anni fa sembravano insolubili. Quello però che sembra essere necessario e imprescindibile e la valutazione diagnostica e il giusto inquadramento clinico.

Cause principali dell’infertilità maschile

  • Infezioni croniche, prostatiti
  • Varicocele
  • Criptorchidismo
  • Ipogonadismo endocrino
  • Ostruzione delle vie seminali
  • Anticorpi antispermatozoi
  • Disfunzione erettile-eiaculatoria
  • Cause genetiche