Tumore della vescica: cause, sintomi e trattamento. Il rischio aumenta fino a cinque volte nei fumatori

Tumore della vescica: cause, sintomi e trattamento. Il rischio aumenta fino a cinque volte nei fumatori

COS’È

La vescica è l’organo che raccoglie l’urina filtrata dai reni, prima che questa venga espulsa dal corpo. Quando le cellule che ne rivestono la superficie interna si trasformano e assumono una conformazione maligna, ha luogo il tumore della vescica. Se ne registrano 14.000 nuovi casi ogni anno nell’uomo e 3.000 nella donna ed è la seconda forma tumorale per incidenza nell’apparato genito-urinario.

CAUSE

Alla base del tumore della vescica vi sono fattori ambientali ed ereditari. Tra i primi annoveriamo l’esposizione alle ammine aromatiche, vernici, coloranti e collanti. Anche il fumo rappresenta un importante fattore di rischio. Esso è principalmente collegato, nell’immaginario comune, al tumore ai polmoni. Tuttavia, il legame tra fumo di sigaretta e tumore della vescica è stato riportato in numerosi studi e casi scientifici e il rischio di contrarre questo tumore aumenta da due a cinque volte rispetto ai non fumatori, proporzionalmente al numero di sigarette consumate.

Sintomi

Il principale sintomo del tumore vescicale è l’ematuria, ovvero l’emissione di sangue con le urine. Quando si verifica un sanguinamento palese o viene rilevata microematuria durante l’esame delle urine (presenza di eritrociti nel sedimento urinario) bisogna rivolgersi al Medico.

Il tumore vescicale può – anche se raramente – provocare difficoltà nell’urinare (disuria). Quando ciò avviene, il tumore è generalmente già in fase avanzata.

DIAGNOSI DEL TUMORE DELLA VESCICA

Non esistono ad oggi programmi di screening preventivi per il carcinoma vescicale. I soggetti più a rischio devono essere monitorati e cercare di prevenire l’insorgenza del tumore conducendo uno stile di vita sano. A tal proposito, anche il regolare controllo sanitario degli ambienti di lavoro maggiormente a rischio e le campagne contro il fumo svolgono un ruolo fondamentale.

In caso di ematuria, il paziente deve eseguire una cistoscopia; una semplice ecografia potrebbe infatti non rilevare le lesioni tumorali più piccole, oppure di dimensioni grandi ma piatte ed estese lungo il profilo della parete vescicale. Anche in caso di cistoscopia negativa è consigliabile eseguire ulteriori accertamenti, come l’uro-TC o l’urografia perfusionale, al fine di escludere la provenienza del tumore dagli ureteri.

Determinati esami specifici delle urine, come l’esame citologico delle urine su tre campioni e l’immunofluorescenza FISH, possono rilevare eventuali cellule alterate. Tuttavia, tale alterazione può essere anche dovuta a cistite o altri disturbi del tratto urinario. Infine, anche il BTA TEST può essere utile, laddove unito ad altri metodi di diagnosi. Questo test mira a ricercare proteine specifiche del complemento, il quale risulta over espresso in caso di tumore vescicale.

L’ecografia è comunque lo strumento di diagnosi più utilizzato, dato il facile approccio. Bisogna guardarla sempre con occhio critico, in quanto a volte le neoplasie vescicali possono andare ben al di là dei limiti di risoluzione della metodica.

Cure e Trattamenti

Dopo la diagnosi, il paziente affetto da tumore vescicale potrà essere sottoposto a resezione endoscopica della lesione vescicale. Essa consiste nell’accedere alla cavità vescicale con uno strumento endoscopico che transita per l’uretra ed è collegato tramite un’ansa a un elettrobisturi  esterno, il quale eroga diversi tipi di corrente. Mediante questo sistema si potrà resecare la lesione e prelevare il materiale da sottoporre a esame istologico. Tale procedura è dunque sia un mezzo di diagnostica sia di terapia.

La resezione endoscopica della lesione vescicale differisce dalla cistoscopia poiché lo strumento utilizzato ha solitamente un calibro più grande e tale procedura va effettuata necessariamente in sedazione in caso di lesioni di piccole dimensioni, o in anestesia loco regionale/totale quando si tratta di lesioni più complesse ed estese. L’esame istologico permette di valutare la natura della lesione e la sua estensione nella parete vescicale. I tumori benigni vescicali sono piuttosto rari e solitamente vengono rilevati carcinomi.

Il tumore vescicale sarà tanto più aggressivo quanto più indifferenziate saranno le cellule che lo compongono e il loro grado di infiltrazione di parete. Il trattamento varia in base ai risultati dell’esame istologico. In alcuni casi, sono necessari interventi più demolitivi, mentre in altri sarà sufficiente monitorare il paziente periodicamente tramite cistoscopica, per esempio quando il tumore è superficiale. In quest’ultimo caso si potrà consigliare al paziente di intraprendere un trattamento con chemioterapia mediante instillazioni endovescicali.

Laddove il tumore vescicale infiltra invece la parete vescicale, sarà necessario attuare interventi più demolitivi, come la rimozione totale della vescica (cistectomia radicale) coniugata a metodi di ricostruzione quali la neovescica ortotopica, durante la quale la vescica viene ricostruita con parti di intestino o l’Ureteroileocutaneostomia secondo Bricker, ovvero la realizzazione di una stomia in cui convoglieranno le urine da entrambi i reni.

 

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