Le tinte per capelli sono cancerogene? Il caso del cancro alla vescica

Le tinte per capelli sono cancerogene? Il caso del cancro alla vescica

Il carcinoma vescicale è stato il primo tumore associato a rischio professionale. I primi ad essere osservati sono stati gli spazzacamini inglesi del 1800. In seguito sono stati chiamati in causa nella genesi del tumore vescicale i coloranti di anilina, molto usati nel settore tessile.
Su questa scia, anche le tinte per capelli sono state considerate cofattori responsabili del tumore vescicale, mammario e di alcune leucemie/linfomi.
Nelle tinture per capelli sono contenute alcune ammine aromatiche mutagene in vitro e cancerogene negli animali e nell’uomo. In seguito alla pubblicazione di uno studio inglese che evidenziava la possibile correlazione fra l’impiego di tinture per capelli e cancro della vescica, la Commissione Scientifica Europea dei prodotti cosmetici e non–alimentari, nel 2004, ha concluso che “il cancro della vescica può essere causato dalle ammine aromatiche contenute nelle tinture per capelli”.
Un’associazione fra tinture per capelli e cancro rappresenterebbe un importante problema di salute pubblica dal momento che:

  • Circa un terzo delle donne in Europa e nel Nord America, così come il 10% degli uomini con più di 40 anni, utilizzano un qualche tipo di tintura per capelli.
  • Le tinture permanenti, ritenute più pericolose, coprono il 70% del mercato con valori anche superiori in Asia.
  • Il 75% dei coloranti impiegati appartiene alla categoria dei coloranti permanenti. si caratterizzano per la lunga durata e sono costituiti da piccole molecole capaci di diffondere fino alla corteccia del capello.

Le tinture per capelli possono essere tra le cause del tumore alla vescica?

Per quanto riguarda il carcinoma vescicale, da una metanalisi condotta su studi scientifici dal 1966 al 2005 di 11 paesi diversi, si stima che non è presente alcuna associazione fra insorgenza di cancro alla vescica e impiego personale di tinture per capelli.

L’assenza di associazione è indipendente dal tipo di esposizione (tinture permanenti e esposizione intensiva) e dal sesso.

Restringendo l’analisi all’esposizione intensiva e all’uso esclusivo di tinture di tipo permanente non è stato evidenziato alcun incremento del rischio, rafforzando così l’ipotesi dell’assenza di un rapporto causale. La bassa concentrazione dei potenziali cancerogeni nelle tinture dei capelli e l’assenza a partire dagli anni ’70 di alcuni componenti spiegherebbero la perdita di effetto cancerogeno.

Cancro alla vescica: il problema è nella genetica

Uno studio americano ha evidenziato che l’incremento del rischio di cancro della vescica correlato con l’impiego di tinture per capelli trova la sua spiegazione nella genetica, essendo limitato a specifici genotipi/fenotipi di acetilatori lenti della N-acetiltransferasi, un enzima coinvolto nella detossificazione delle ammine aromatiche.

Professioni… cancerogene

Per quanto riguarda l’esposizione professionale, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, IARC, sulla base di nuovi studi epidemiologici ha rivalutato la professione di parrucchiere, barbieri ed estetiste. Poiché sono carenti le informazioni sulla durata del periodo di esposizione, tali professioni vengono confermate come “probabili cancerogeni per l’uomo”.

  • Circa l’80% del mercato dei coloranti presenti sul mercato è rappresentato dalle tinture permanenti o ossidative.
  • I colori scuri contengono maggiori concentrazioni di ingredienti colorati.
  • Già dagli anni ’70, le aziende produttrici hanno limitato il numero di ingredienti utilizzati.

Forse oggi abbiamo a che fare con sostanze di gran lunga meno tossiche, eppure non possiamo essere conclusivi in queste affermazioni, dal momento che gli studi condotti hanno comunque delle lacune prima fra tutti la grandezza del campione esaminato, la presenza di ulteriori fattori di rischio quali per esempio il fumo di sigaretta e ultimo ma non per importanza la durata del follow-up. Molti fattori di rischio estrinsecano il loro effetto a distanza di anni.

Un follow-up di tre o quattro anni può non bastare per escludere la tossicità di queste sostanze.

Sappiamo che le grandi case farmaceutiche hanno un elevato indotto anche nel commercio di cosmetici di cui le tinte fanno parte. Dietro ci sono sicuramente dei grossi interessi.
Questo dimostra che è difficile fare della buona informazione su questa tematica se non siamo certi della completa ed effettiva obiettività delle fonti. Inoltre oggi si assiste ad una massiva diffusione sul mercato di tinte sottoprodotti di dubbia provenienza sulle cui composizioni non sembra esserci un particolare controllo.

Quindi cosa dobbiamo pensare? Le tinte per capelli sono pericolose oppure no?

In buona sostanza dov’è la verità? Difficile a dirsi… non c’è una risposta univoca. Forse è più sano domandarsi cosa possiamo fare come consumatori. Bisogna informarsi, essere critici nelle letture e cauti nelle conclusioni. Dobbiamo fare delle scelte più consapevoli di consumo sui prodotti disponibili sul mercato. Finché ricercheremo la verità sarà la nostra mente l’unico organo scientifico veramente indipendente, anche perché la scelta che facciamo oggi potrà decidere la vita che condurremo domani.

 

Bibliografia:

  • COLIN P, KOENIG P, et al: Environmental factors involved in cancirogenesis of urothelial cell carcinomas of the upper urinary tract. BJU International 2009; 104: 1436-1440.
  • OLFERT SM, FELKNOR SA, et al: An update review of the literature: risk factors for bladder cancer with focus on occupational exposures. Southern Medical Journal, 2006; 99(11):1256-63.
  • MORRISON ALAN S, COLE P: Urinary Tract. In Schottenfeld and Fraumeni (eds): Cancer epidemiology and prevention. Sprinfield, 1982: 925-935.
  • PELUCCHI C, BOSETTI C, NEGRI E, et al: Mechanisms of disease: The epidemiology of bladder cancer. Nat Clin Pract Urol 2006; 3(6):327- 40
  • SILVERMAN DT, DEVESA SS et al: Bladder cancer. In Schottenfeld and Fraumeni (eds): Cancer epidemiology and prevention. Oxford University Press, 2006: 1101-1127. 6.

Per Urgenze:

349 3929652