Ipofertilità e cellulari: gli smartphone ci faranno diventare sterili?

Ipofertilità e cellulari: gli smartphone ci faranno diventare sterili?

Chi di noi rinuncerebbe oggi come oggi ad uscire senza il proprio smartphone? Nessuno.
Oggi l’utilizzo di tablet e cellulari fa parte della nostra quotidianità, lo smartphone in particolare ha trovato spazio nelle nostre tasche e borse al pari di un portafogli.
Sono però emersi dettagli preoccupanti relativamente alle onde elettromagnetiche prodotte dai telefonini per quanto concerne i possibili danni al nostro organismo.
I telefoni moderni utilizzano delle bande di frequenza molto più limitate rispetto al passato, anche se tale potenza si è trasferita sopra le nostre teste, nelle reti che ci circondano. Anche i segnali portanti di trasmissione sono inferiori rispetto a quelli prima generazione, tuttavia alcuni studi sperimentali dimostrano che le radiofrequenze dei telefonini provocano riduzione del numero degli spermatozoi e della loro motilità, oltre ad aumento dello stress ossidativo in generale.

L’ipofertilità è causata dagli smartphone o dalle onde in cui siamo immersi?

Può quindi il telefonino essere oggi come oggi causa dell’ipofertilità della nostra società? O forse è più corretto dire che viviamo immersi nelle onde elettromagnetiche prodotte dalle varie tecnologie che utilizziamo?
Alcuni studi suggeriscono la possibilità di correlare l’uso del cellulare con un decremento della qualità del liquido seminale.
Probabilmente il meccanismo di azione è legato alle frequenze delle reti cellulari che oscillano fra gli 850 e 1800 megahertz. L’ipotesi è che l’energia radiante assorbita dal corpo umano e dai suoi tessuti attraverso effetti che si ripercuotono sull’aria e sui liquidi corporei, provoca un effetto risonanza sulle molecole biologiche e sull’acqua corporea in grado di danneggiare le membrane cellulari.
In particolare, i tubuli seminiferi sono gli obiettivi principali del danno del tratto riproduttivo.

Le onde elettromagnetiche e la riduzione del testosterone.

Inoltre, l’esposizione alle emissioni del telefono cellulare sembrerebbe avere un effetto bioumorale che riduce il testosterone e ne ostacola la sua biosintesi,  alterando alcune fasi della spermiogenesi e danneggiando probabilmente anche il DNA spermatico.
Lo stress ossidativo e il calore sono i meccanismi principali del danno biologico. Chiaramente non è possibile fornire dei dati definitivi su questo argomento, ma certo è che dagli studi clinici condotti sull’uomo sembrerebbe che l’utilizzo prolungato di telefoni cellulari e soprattutto la loro custodia all’interno delle tasche dei pantaloni o alla cintura possano essere un fattore importante che può correlare con la gravità del danno.

Mobilità e morfologia degli spermatozoi vittime delle radiofrequenze

La mobilità degli spermatozoi e la loro morfologia sembra siano i parametri più frequentemente influenzati dalle  radiofrequenze. La letteratura esistente su questo argomento ha ancora delle limitazioni, soprattutto gli studi clinici condotti sull’uomo, ma questo non toglie che dobbiamo tenere in seria considerazione il potenziale pericolo.
In attesa di ulteriori studi, il mio consiglio è di non utilizzare in modo prolungato lo smartphone, ma più che altro di tenerlo il più possibile lontano dalle tasche.
Bibliografia

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  • Agarwal A, Desai NR, Makker K, Varghese A, Mouradi R, Sabanegh E, Sharma R. Effects of radiofrequency electromagnetic waves (RF-EMW) from cellular phones on human ejaculated semen: an in vitro pilot study. Fertil Steril. 2009; 92:1318-25.
  • Aitken RJ, Bennetts LE, Sawyer D, Wiklendt AM, King BV. Impact of radio frequency electromagnetic radiation on DNA integrity in the male germline. Int J Androl. 2005; 28:171-9.

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