Discomfort coitale e Induratio Penis Plastica (IPP): La carbossiterapia come trattamento conservativo e sintomatico

Discomfort coitale e Induratio Penis Plastica (IPP): La carbossiterapia come trattamento conservativo e sintomatico

Questo studio si pone l’obiettivo di studiare gli effetti della carbossiterapia, ipotizzando che possa inibire il processo di “collagenizzazione” che si verifica nell’IPP, con miglioramento della circolazione arteriosa nei corpi cavernosi tale da ridurre i sintomi legati al “discomfort” coitale.
Abbiamo selezionato 10 pazienti affetti da IPP e discomfort coitale.
Sono stati sottoposti a 20 sedute di carbossiterapia, iniettando in sede sovrapubica 500 cc di CO2 medicale per seduta. Abbiamo sottoposto i pazienti a IIEF prima e dopo ciclo di trattamento.

Miglioramenti post carbossiterapia

  • Al termine del ciclo si è ottenuto un miglioramento dell’erezione in tutti i casi, con riduzione del “discomfort” durante il coito.
  • Si dimostra ecograficamente una riduzione delle dimensioni delle placche in 4 casi fino ad 1 cm.
  • Tutti hanno ottenuto un significativo miglioramento della sintomatologia dolorosa.

Quanto è frequente la patologia IPP anche detta Malattia di La Peyronie?

L’IPP ha un’incidenza che varia da 5 per 100.000 a 70 per 100.000 abitanti/anno in diretta proporzione all’età anagrafica. L’IPP si inquadra all’interno di un corollari sintomi che coinvolgono oltre al soggetto a volte anche la partner. tali sintomi vanno dal dolore alla penetrazione, alla parestesia, al deficit erettile , all’impossibilità del coito, alla dispareunia.

Quali sono le cause dell’Induratio Penis Plastica?

L’origine del processo infiammatorio che prelude alla fibrosi nell’IPP è sconosciuta. È stata postulata la correlazione con un trauma con ematoma ed iperaccumulo di linfociti che inducono aumento dei radicali liberi dell’ossigeno (ROS), aumentata attività fibroblastica con deposizione di fibre collagene di neosintesi nell’albuginea. Una delle proteine coinvolte in questo processo è il fattore di trascrizione nucleare NF-kB, in grado di attivare specifiche sequenze geniche per la produzione di citochine e attivatori delle protein chinasi C, con aumento di fattori endoteliali, di ROS e diminuzione degli antiossidanti.

Per certi versi, si potrebbe mettere in relazione l’IPP con la disfunzione endoteliale. L’IPP originerebbe da tale squilibrio con conseguente indebolimento della citoarchitettura dell’albuginea. Studi clinici hanno stabilito che variazioni dei livelli di CO2 possono influire sulla progressione della fibrosi Essa agisce nel microcircolo, con un incremento di velocità di flusso a livello tessutale.

Conclusioni sull’efficacia della carbossiterapia

L’ipercapnia terapeutica può sopprimere l’attività della NF-kB con meccanismi ancora da chiarire. La carbossiterapia si mostra inoltre efficace nell’interazione tra CO2 e fattori di regolazione della perfusione dei tessuti, risultando ben tollerata e facilmente gestibile. Occorre approfondire tale metodica che potrebbe rivelarsi utile anche in sinergia con le altre terapie conservative per il miglioramento dei sintomi correlati a IPP

Per Urgenze:

349 3929652